Intelligenza artificiale e nuove ISO: cosa chiedono davvero le norme
Circolano proposte di adeguamento urgente all'IA in vista delle nuove edizioni di ISO 9001 e ISO 14001. ISO ha risposto per iscritto, e la risposta è netta…
Da alcuni mesi le imprese certificate ricevono proposte di corsi e consulenze per «mettersi in regola con l'intelligenza artificiale» in vista delle nuove edizioni della ISO 9001 e della ISO 14001. Vale la pena verificare cosa prevedono effettivamente le norme.
La posizione di ISO
ISO ha pubblicato un documento divulgativo dedicato proprio a distinguere i fatti dalle interpretazioni sulla nuova edizione della ISO 9001. Alla domanda se la norma richieda intelligenza artificiale o strumenti digitali, la risposta è negativa: la ISO 9001 non impone alle organizzazioni di utilizzare l'IA né alcuna tecnologia specifica. Il documento aggiunge che non esistono requisiti particolari sulle tecnologie emergenti, oltre alla necessità di considerarle fra i rischi e le opportunità.
Cosa comporta in pratica
Un'impresa che utilizza strumenti digitali o sistemi basati su intelligenza artificiale — per la preventivazione, l'analisi dei dati, la redazione di documenti — deve valutarne rischi e opportunità e mantenere controlli adeguati sui risultati. È lo stesso ragionamento che si applica all'introduzione di un nuovo fornitore o di un nuovo macchinario. Non è richiesta alcuna procedura dedicata, né alcun investimento tecnologico per mantenere la certificazione.
Nella ISO 14001 il tema non compare
La nuova edizione della norma ambientale, pubblicata ad aprile 2026, non contiene riferimenti all'intelligenza artificiale o alla digitalizzazione. Le novità dichiarate riguardano l'allineamento a priorità ambientali come il cambiamento climatico, la biodiversità e l'uso efficiente delle risorse, oltre a una maggiore attenzione alla governance e alla catena del valore.
La norma dedicata esiste, ed è un'altra
Le organizzazioni che vogliono gestire l'intelligenza artificiale in modo strutturato dispongono di uno standard specifico, la ISO/IEC 42001, primo sistema di gestione dedicato all'IA. Si tratta di una certificazione volontaria e autonoma, rivolta a chi sviluppa o impiega l'intelligenza artificiale in misura rilevante. Non ha alcun rapporto con l'aggiornamento della ISO 9001.
Cosa aspettarsi in sede di audit
Un auditor non può richiedere una procedura sull'intelligenza artificiale. Può legittimamente chiedere se gli strumenti impiegati siano stati considerati nell'analisi dei rischi e delle opportunità e come ne vengano verificati i risultati. Una risposta ragionata e coerente con l'attività svolta è sufficiente.
Il supporto di Profim S.r.l.
PROFIM affianca le imprese nella gestione dei sistemi qualità e ambiente, distinguendo gli adempimenti realmente richiesti dalle norme da quelli che vengono soltanto proposti.